2024: un anno tristemente necessario
Il 2024 è stato, oggettivamente e soggettivamente, uno dei peggiori anni possibili, anche se ha provato (timidamente) a farsi perdonare.
Ma sono i tempi avversi che creano uomini e donne forti: io credo di aver appreso molto dal 2024 e, paradossalmente, di essergli riconoscente per le difficoltà che ho dovuto e si sono dovute attraversare.
La dimensione oggettiva ha sconfinato su quella soggettiva, noi convintə che il Medio Oriente dopotutto non ci riguardasse abbiamo visto sui nostri schermi, o chi in missioni umanitarie, i corpi dei bambini dilaniati, torture e massacri di migliaia di civili, stiamo assistendo a un genocidio in Palestina di cui la storia ricorderà anche fiancheggiatori e indifferenti.
Stati, governi, politici, aziende, multinazionali, giornalisti e cittadini comuni, persone che fiancheggiano, se ne fregano, commentano, si indignano, si ribellano, martiri e partigiani declassati a terroristi.
Il 2024 attraverso la malvagità umana sta provando a inginocchiare interi popoli, dalla Palestina al Libano, per passare alla Siria dove il confine tra il bene e il male è labile, ma ha fallito.
Il 2024 attraverso il destino ha provato a inginocchiarmi e, insoddisfatto, ha voluto aggiungermi qualche altra difficoltà e situazione irrisolta, con la difficile missione di fare del mio altruismo un imperativo anche in momenti in cui non riuscivo a badare a me stesso, a dovermi bastare e a non potermi basare.
Ma il 2024 con me non solo ha fallito, mi ha restituito negli ultimi mesi la felicità che credevo di meritare, ha creato un bagaglio di esperienza e consapevolezza che creerà i presupposti per un prospero 2025, e quella (vera) resilienza che né il 2023 né tutti gli anni addietro potevano darmi.
Forse, un salto di maturità necessario e la benedizione nell'età adulta, senza filtri.
Quindi il 2025 non potrà che essere migliore di così: consapevoli delle sfide quotidiane, delle sfide politiche e internazionali che riguardano personalmente ognunə di noi, siamo protagonistə con determinazione e fiducia dell'anno che verrà.