Contro il precariato Giustizia con USB
Oggi è stata una giornata importante per il personale precario del Ministero della Giustizia!
Con il 40% delle adesioni nazionali, un presidio a Reggio Calabria come in molte altre città italiane, e l'interlocuzione diretta con il Prefetto, abbiamo rimesso al centro un tema cruciale: la stabilizzazione di tutti i lavoratori e le lavoratrici della Giustizia.
Le risposte del governo sono ad oggi deboli e inadeguate: appena la metà del personale precario sarebbe coperta da un processo di stabilizzazione parziale, previsto tra il 2026 e il 2029, ergo dopo la scadenza del contratto di lavoro prevista il 30 giugno 2026.
Eppure il MEF trova sistematicamente risorse per le stabilizzazioni interne e negli altri settori pubblici, mentre per il Ministero della Giustizia si brandisce la scusa dei vincoli temporali del PNRR, oppure si ricorre a slogan grotteschi e giustificazionisti come "posto figo ma non fisso".
Più che un posto figo, ci ritroviamo un "posto fissa" senza certezze per il futuro.
Il personale precario al Ministero della Giustizia è indispensabile: la cronica carenza di personale aggravata dalla crisi finanziaria del 2011 e dalle politiche neoliberiste che ne sono seguite, ammonta a circa 10.000 unità che corrispondono proprio al numero di precari da stabilizzare.
L'indifferenza ha un prezzo molto più alto delle decurtazioni sindacali: la conferma di un futuro incerto, l'impossibilità di ottenere un finanziamento o di accendere un mutuo, la privazione di una vita stabile e serena, l'abbandono della nostra terra alla ricerca di un lavoro a tempo indeterminato.
Grazie a tutte e tutti i colleghi, reggini e calabresi, che hanno preso parte al presidio e allo sciopero: questo è solo l'inizio di un percorso di rivendicazione dei diritti, che deve proseguire con forza e convinzione