Palestina: militanza tutti i giorni
Contro il genocidio in Palestina presidi e mobilitazione sono importanti ma non sufficienti, bisogna agire nel quotidiano.
Le immagini di devastazione umana e materiale da Gaza, al netto di una vergognosa classe politica e dirigente che ben conosciamo, devono servirci da monito contro la cultura della deresponsabilizzazione, figlia di una deriva individualista e neoliberista che pervade ogni aspetto della nostra vita.
- Non lasciatevi intimorire dalla deriva autoritaria del governo Meloni con il nuovo Decreto Sicurezza, la migliore risposta è moltiplicare la nostra partecipazione e l'impegno;
- Seguite le campagne di boicottaggio promosse dal movimento BDS Italia e invitate amici, familiari e colleghi a fare altrettanto: essere consumatori significa detenere un potere collettivo che va oltre la scelta individuale;
- Leggete i testi dello storico antisionista @ilan.pappe, consiglio La Prigione Più Grande Del Mondo per comprendere il sionismo e le sue nefandezze dal giorno uno della fondazione dello Stato di Israele;
- Votate pensando alla politica estera, che determina la credibilità e la giustizia dell'Italia e dell'Europa nelle relazioni internazionali, ma anche il costo del carburante e della spesa, l'esposizione ad attentati e il rischio imminente di una Terza Guerra Mondiale.
Ricordo ancora le parole dei "nun c'è nenti" e dei benaltristi sin dai primi presidi: oggi il conto più salato al supermercato lo pagano anche loro, ma è niente in confronto al ricatto della fame e delle bombe che colpiscono migliaia di palestinesi, per volontà di un criminale quale Netanyahu e dell'intero apparato sionista.
Queste sono le raccomandazioni che sento di fare per contribuire alla sconfitta del sionismo e alla giustizia internazionale, per liberarci dall'unico senso di colpa legittimo: quello di non fare la nostra parte.
Dalla parte giusta della storia, per la Palestina libera e sovrana!