L'Italia per la Palestina ci restituisce orgoglio
Carosello di ciò che mi ha reso orgoglioso della mia Città e del mio Paese.
Dall'1 al 4 ottobre, un susseguirsi interminabile di presidi e manifestazioni largamente partecipate contro il genocidio in Palestina e il sequestro (oggi apprendiamo anche abusi) degli attivisti della Flotilla.
A Reggio Calabria, un presidio e corteo spontaneo con un centinaio di partecipanti, organizzato mercoledì sera stesso alla notizia del blocco della Flotilla: ha riscosso grande successo tra i passanti e gli automobilisti, segno che anche l'opinione pubblica reggina sta cambiando.
Sempre a Reggio Calabria, è stato commuovente lo sciopero condiviso da USB e CGIL che ha visto una grande partecipazione di studenti di ogni scuola e facoltà.
Abbiamo dato un valore aggiunto allo sciopero sottoponendo alla Prefettura un documento, in cui denunciamo tutte le violazioni del diritto internazionale compiute dal nostro governo sia nella complicità con Israele sia nella mancata protezione dei connazionali sulla Flotilla.
E ieri a Roma, la partecipazione di oltre mezzo milione di persone da tutta Italia ha segnato una nuova crescita del movimento filopalestinese che supera i numeri record dello sciopero del 22 settembre: ciò dimostra la distanza tra il Paese reale e la minoranza eletta con il 40% di astensionismo che ci governa.
Aver costruito tifoserie politiche attorno al tema del genocidio è una trovata meschina, di cui ministri e parlamentari dovranno rispondere davanti alla Storia e alla legge.
Adesso l'onere di proseguire con queste e altre forme di resistenza, di prendere consapevolezza (che ne dicano i benaltristi) che abbiamo appreso un metodo anche per altre battaglie: la mobilitazione di massa.
Libertà è partecipazione: con la stessa forza bisogna andare al voto, perché un Paese dove si sta risvegliando la coscienza collettiva merita un'altra rappresentanza politica e soprattutto la costruzione di alternative all'establishment.
Buona partecipazione!