Liberiamoci dai doppi standard, liberiamoci dai Don Abbondio
Prima di discutere del caso Macklemore e dell'esposizione degli artisti sulla politica, è utile sapere che Ed Sheeran almeno in sette occasioni durante il 2022 ha preso apertamente posizione a sostegno dell'Ucraina.
Oggi proprio Ed Sheeran viene a raccontarci che "non prende posizioni e non fa politica", in giustificazione alla scelta di escludere dal tour l'artista (e "amico") Macklemore per il sostegno alla causa palestinese.
Ormai non serve approfondire o condividere una particolare visione politica del mondo, per comprendere chi sta dalla parte giusta e sbagliata della Storia.
Se voltare la faccia dinanzi a un genocidio in diretta mondiale (ormai raccontato anche dalla stampa mainstream) è grave, marginalizzare chi sceglie di schierarsi e predicare doppi standard comodi al proprio portafoglio è abominevole.
Ed Sheeran - di cui tutti avremo ascoltato e probabilmente apprezzato brani come Perfect - è la dimostrazione più vile e lucida dei tempi che corrono, in cui la coscienza collettiva e la cultura dell'indignazione sono annichiliti dal tornaconto personale e dal sostegno selettivo alle cause gradite all'establishment.
Ve lo ricordate Damiano dei Maneskin, la trasgressività di un "Fuck Putin" urlato da New York e l'arroganza classista con cui alle critiche di Chef Rubio rispose "doppia salsiccia per me"?
Ed Sheeran è soltanto il volto più gentile di questa degenerazione che in prima battuta afflige il mondo delle celebrità, spesso intimorite dalla perdita degli sponsor.
Ma come ci ricorda Macklemore, potrai perdere molte opportunità (lui certamente ne sa qualcosa) e tornare ugualmente dalla tua famiglia.
Questo diritto non appartiene ai palestinesi, la cui vita è spezzata dai bombardamenti o vilipesa dagli abusi dei coloni e dai crimini delle IDF.
Se per tutelare la tua serenità e il tuo privilegio scegli di affondare chi si schiera, sei solamente un vigliacco.
Che si fottano i Don Abbondio, abbiamo bisogno di uomini e donne che sappiano camminare e cadere a testa alta.
Per la liberazione della Palestina e della nostra (complice) società.